1 cortometraggio al giorno
°oOo°°°Paloma°°°oOo°
BlogAzione
davidia - storie di un cuore qualsiasi
di solito ho da far cose più serie costruir su macerie o mantenermi viva
Fuori dal coro a cura di MARCO SAYA
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Tra le correnti
Tre Cuori e Tre Leoni
visto dall'alto
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Sono rientrato, sono arrivato nuovamente negli spazi e nell'ambito in cui rifletto meglio, dove faccio sedimentare immagini e pensieri seguendone la traccia labile che li collega. Tornare e' sempre uno scontro con il quotidiano, con gli errori, le decisioni, le scelte, le convinzioni che avevo per un po' lasciato in un angolo a riposare. Forse e' questa la vera essenza dei viaggi, dedicare la maggior parte di se stessi all'osservazione e all'ascolto di lingue e pensieri ed esperienze di altri lasciando in sosta nel parcheggio della vita "normale" le cose alle quali sei affaccendato ogni minuto di ogni santo giorno. Provando a mischiare, ad amalgamare, cose vere viste e ascoltate con il proprio lavoro, con la propria esistenza e i propri sogni. Sono scelte anche queste, che non hanno nulla a che vedere con le possibilita', ma con le priorita'.Sono direzioni che si imboccano perche' si sentono sulla pelle. Io quando sono a casa non avverto il bisogno di andare in giro, al ristorante, a passeggiare in centro o altre cose assolutamente normali e rispettabilissime, Ho la piccola fortuna di fare un piccolo lavoro che posso svolgere per la gran parte a casa, ho amici certo, pochi per la verita', quindi i miei rari viaggi sono una finestra che si spalanca sulla realta' come la intendo io, ovvero osservare la vita, annusare l'aria diversa ,incontrare persone senza avere delle aspettative e senza pretendere degli esempi.
Sono a Berlino, facendo al mattino quello che devo fare mi riservo il pomeriggio e la sera per le mie idee e sensazioni. Una citta' sottoposta ad una cura di lifting pesante e pressante che ne ha cambiato e ne sta cambiando giorno per giorno la pelle spero non l'anima. Vado a piedi, eludo i ristoranti e i bar delle riviste, mi introduco, specialmente nella parte est che mantiene intatte ferite piene di storia ed emozioni, in quei grandi edifici con cittadine interne, edifici che hanno fino a otto, dieci entrate ed uscite, e mi vengono in mente le "vite" degli abitanti che prima di immetttersi, controllavano se c'erano macchine strane parcheggiate sulla strada principale. Il check Point e' un luogo di turisti e bancarelle di russi che vendono colbacchi e patacche "originali", ma dietro a questo mercatino si intravedono croci di legno e cemento di molti quelli che hanno creduto in quella cosa che noi spesso sprechiamo : la liberta'.
La migliore birra che ho bevuto, e a me non piace la birra ma l'ascolto era fondamentale, e' stata con un gruppo di persone anziane, che hanno vissuto il prima e il dopo, non designer, pittori, modelle, fotografi, modaioli, PR ( li odio), cuochi, critici, ma persone che si ritrovano e senza pensarci, senza accorgersene giudicano e ricordano e sono confusi, non sanno piu' bene quello che e' giusto e quello che e' sbagliato. Ed io non sono stato in grado e non saro' in grado di dire loro che io, noi, il nostro occidente siamo cosi' sicuri di dare una risposta positiva. Ho avuto risposte spontanee del tipo, " ma io comunque avevo un lavoro ed ora sono dissoccupato,.... mia figlia andava a scuola ed ora non sa cosa scegliere...io avevo un piccolo appartamento. e' vero, ma oggi chi mi paga l'affitto e' il Socialamt ...( servizio sociale tedesco per coloro che non hanno possibilita' ..." come in Italia.!)...continua... ma quando vado li' non sento parlare la mia lingua... " e cosi' via....
Cosa si puo' rispondere a tutto cio'... " ma hai la liberta' ? " non ero in vena di dare una risposta di questo tipo perche' le cose importanti non hanno un nome, una etichetta, e' solo ATTENZIONE, attenzione per gli altri, ed oggi noi, penso, siamo attrezzati solo per aver attenzione per coloro che ci danno attenzione, all'interno di un patto di dare e avere.
Ho deciso di rimanere qualche giorno di piu', non so quanto, tutto quello necessario.
A presto.
Ho visto la presentazione del marchio del Partito Democratico.
Sembra piu' un logo che si trova sulle confezioni di falsi spaghetti "italiani" presenti nei supermercati in giro per il mondo, dal Giappone alla Germania.:"P"asta "D"ura italiana.
Speriamo solo che non ci aggiungano anche un metallizzato sacchetto sottovuoto di salsa vero pomodorochimicoliftato, "Berlisugo" originale.
Potevano fare di meglio.
Comincio a pensare che per il solo ed esclusivo fatto di avere delle idee giuste, condivisibili, ci sentiamo autorizzati ad essere spesso arroganti e precisini, dimenticandoci quelle piccole insignificanti abitudini di base che vanno aldila' delle idee, dello stile, della politica, delle esperienze, come la tagliente sensazione del dubbio, la vertigine dell'incertezza, l'incapacita' ad essere completamente sicuri.
Provocatoriamente penso che uno dei problemi di oggi sia la troppo certezza, la capacita' teorica di avere soluzioni per tutto quello che ci circonda, "Certi" che quello che abbiamo fatto o faremo sia sufficiente, "certi" che quello che abbiamo studiato conceda diritti automatici e qualcuno, altro, ( e qui possiamo citare famiglia, universita' , governo ecc. ) debba assolverli, sicuri sempre che abbiamo compiuto tutto cio' che era possibile e sono gli altri, solo gli altri, che non capiscono, che non hanno gli strumenti.
Ma dove e' finito il dubbio, l'ascolto, la riflessione, la dialettica costruttiva. Certo ci schieriamo, ma spesso, non ascoltiamo e approfondiamo il senso vero delle parole, e ci dimentichiamo di cosa vuol dire, nel suo vero significato, essere coinvolti.
A scanso di equivoci, come mi sembra di aver percpito in alcuni commenti, prima di tutto parlo a me stesso, esamino il mio comportamento e lungi da me il voler giudicare, anzi, pur con tutto quello che ho studiato e sto studiando e non finiro' mai di studiare ( fa' parte anche del mio lavoro, ma non solo per questo) mi pongo sempre delle domande che mettono in crisi quello che so.
Se non siete troppo impegnati e la cosa vi stimola ......
Buona vita a tutti.
C'e' poca gente questa sera, tosse da sigarette e birre scure.
Sembrano tutti in attesa che qualcuno
apra e attraversi la porta smuovendo l'aria.
Candele e decorazioni natalizie sono fisse fotografie,
la musica un tappeto scuro, illeggibile
e' una notte ingessata da bende nere questo martedi' di novembre.
Sopra colline gonfie di cavalli e strade umide di nebbia
dove non manca mai un ristorante cinese
devo solo attraversare una strada per andare a dormire.
E' passato Manni con il suo cane gigantesco per la passeggiata notturna,
un incrocio tra un boxer e un alano,
come e' un incrocio la mia vita tra un operaio ed un artista,
tra il deserto e la Groenlandia.
Rosy e' al bar, riempe bicchieri uno dopo l'altro, come perle di una collana.
Ho la pelle delle mani tirata, per il freddo
e gli acidi,
vorrei potessero sbiancarmi l'anima, ripulire il cuore
lasciandolo vergine per nuovi sentimenti.
Ma come ogni ferita che guarisce rimangono le cicatrici,
nascoste,
a ricordarti gli appuntamenti
IMPECCABILI IMPERFEZIONI
Io sono uno che ama i profumi, i suoni, i gesti delle persone, i movimenti degli occhi, il riso, le lacrime, quella strana alchimia che fa' del rapporto, qualunque esso sia, una incisione vera sulla pelle.
Computer, relazioni virtuali,bucce di commenti scambiate con noccioli di ciliege di risposte, opzioni di amicizia a portata di dito e successivo click, belle foto con bei titoli, misteri progettati, argomenti seri e profondi e commenti inesistenti, frivolezze con interminabili dibattiti. In tutto questo mare, a volte calmo placido come uno "specchio" altre spumeggiante come un uragano, galleggiano relitti che vale la pena di racogliere e studiare per comprendere da quale misteriosa nave si sono staccati, quali storie racchiudano in una lenta archeologia della conoscenza per arrivare a scoprire isole e terre delle quali ignoravi l'esistenza.
Oggi e' una giornata di quelle in cui potrebbe accadere qualunque cosa senza modificare il paesaggio di una virgola. Parole, incontri, lavoro, cibo e quanto altro scorrono sopra a tutto come secche foglie portate da un venticello inutile. Qualcosa comunque avverto nell'aria, come pulviscolo che si mescola, annidandosi nelle pieghe di poche certezze. Guardandosi intorno, leggendo i giornali, andando un po' in giro per i blog si trovano le stesse notizie, la stessa stanchezza di combattere, piu' concentrati a trovare giustificazioni che soluzioni, proteggendosi dietro a esaurite conoscenze, a consolidate esperienze, per timore di scoprirsi, per paura di essere chiamati a decidere, riducendo le cose fondamentali a piccoli, protetti momenti privati. Ripeto, oggi e' una giornata cosi', quindi, senza vera importanza, forse anche cio' che dico. Ho letto di felicita', di passioni, di tristezze, di delusioni. Io onestamente di quello che e' la felicita' di cui si parla, conosco ben poco. Certo, vivo e ho vissuto scintille splendide, ma sono e sono state momenti cosi' particolari che al solo parlarne si riducono a cronaca. Stiamo diventando "attori" di una parte che vorremmo in un teatro che ci assomiglia e quindi ci impegniamo di piu' a costruire una immagine che una realta', oppure il quotidiano sta diventando cosi' asfittico e lo spazio rimanente talmente costretto da vietare il dire tutte le cose che abbiamo dentro? Non so veramente cosa pensare. Ma forse dovremmo modificare gli spazi e i tempi. So che a guardare il genere umano intorno a me, trovo pochi spunti di emozione, anche se avverto un certo fuoco scorrere.
Ma oggi e' una giornata cosi'.
Ieri, nella nostra passeggiata serale, abbiamo visto galleggiare, morta, una delle anatre che affollano la placida ansa della Senna vicino al ristorante magrebino. Aveva il collo lungo, la testa immersa e le zampe raccolte rivolte al cielo grigio.
Pareva un giocattolo di gomma rotto, abbandonato da un bambino frettoloso stanco di giocarci,
ma non era cosi'.
La compagna o il compagno continuava a nuotarle accanto, in attesa di un segnale ai suoi richiami per poi raggiungere insieme la postazione notturna.
Niente.
Solo i tonfi sordi dello sbatacchiare contro i massi per le onde mosse dalle chiatte che incrociavano nel mezzo.
Sono sicuro che passera' l'intera notte li' accanto, prima di andarsene, senza forse mai capire.
Mi sono acceso una sigaretta e abbiamo proseguito verso la sera in discesa.
Tu sai d'amore, quello vero
che puo' finire come e' cominciato
tu sai di strada, quella vera
dove ritrovi impronte definitivamente perdute
tu sai di notti, quella vere
delle quali oggi , bevendo, ci si ricorda
tu sai di silenzio, quello assoluto
ripiegata sul tuo specchio
trascurando il linguaggio volgare e confuso del giorno
tu sai di attesa, quella eterna
dove si puo' solo raccoglie la carita' di un ricordo
Certo che se ne scrivono di storie, soggetti, poesie...
Molte di loro rimangono qui, altre no ed e' interessante andare a riprenderle
dopo tempo ed esperienze. Confrontarle con i fatti accaduti,
con le persone incontrate, con i sentimenti scoperti, le gioie, le delusioni,
la Vita.