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Utente: Fullcaos
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lunedì, 28 aprile 2008
Oggi, l'impossibile

Alla conquista dell'impossibile, alla conquista della verita'.

Non quella scritta su pagine di cielo, racchiusa nei ghiacciai sempre piu' sottili, nelle ombre della luna, ma quella che e' scolpita nel calcio delle ossa, nelle cellule, disegnata nell'iride dell'occhio, nella sabbia delle mie origini. Non mi servono piu' verita' a puntate, equilibrate, piene di se..., affogate nei ma..., verita' che cambiano lato, chinandosi come spighe mature al vento di un passeggero complimento, di una sterile lode, una verita' racchiusa in monumenti al non deciso, al ricordo di gesti mancati, a paure sempre troppo libere di decidere, in attesa che una fitta giungla le camuffi in significati innoqui. No, ora basta, il deserto ha un richiamo da sirena senza gli scogli, accampamenti di tende nere che sbattono per un vento puro che trasporta scaglie d'oro dal sole e aghi di ghiaccio dalla notte. Angeli e fantasmi uniti hanno smesso di parlare, si sono seduti appena fuori dalla tenda, proteggendo l'ingresso con le loro spalle, impedendo ad una polvere di talco di velarmi gli occhi, addormentarmi il cuore. Le stelle guardano curiose avendo niente in cui specchiarsi se non le pupille, hanno, come tutti qui ,abbandonato ombre e riflessi, sono vere, sono loro, le potrei riconoscere e chiamarle una ad una con il loro nome. I fantasmi ascoltano i miei pensieri in un silenzio compiaciuto, complice, seguono i miei desideri, i miei viaggi senza passi, partiti da una giostra che si e' finalmente slacciata dal cerchio. Occhi di sciacalli lampeggiano nel buio profondo senza paura in una danza da mangiatori di fuoco. La verita' lievita, si spande, accarezza dolcemente le cose, i pensieri, si accorda con il ritmo del cuore. Quando fra poche ore sara' tempo di partire, in quei minuti di confine tra la notte e il giorno, zona franca del sogno, il tempo si fermera' in un eterno istante, fissando indelebilmente con inchiostro di fuoco, il momento in cui istinto, sogno, realta' coincideranno e sara', forse tutto diverso. Allora non serviranno piu' steccati decorati, guinzagli trasparenti, terra bruciata intorno ai totem, il vuoto delle parole, premesse e giustificazioni, scuse o stanchezze, fughe impossibili, surrogati di emozioni. Al libro dei segreti salteranno le serrature, come morbide labbra dischiuse e allora capiro', Cristo se capiro' e tutto il resto mi sembrera' inutile e superfluo. Il mio cane dorme tranquillo, segno che forse ho ragione.

Buona giornata a tutti

Postato da: Fullcaos a 01:32 | link |

martedì, 22 aprile 2008
Oggi, l ' Amore

Tu
cercata, inventata,
trovata con infiniti agguati d'amore
tu ricostruita con le monetine
recuperate dalle acque delle fontane
tu ricomposta lucidando
tessere di mosaico
raccolte dai cassetti dei restauratori
tu angelo, fantasma
vestita di parole, pioggia, risate,
lacrime di miele
tu sparita dalle strade
e tornata sulle pagine
nascosta tra le note di una canzone
in sequenze sfuocate di documentari abbandonati
tu che sei tutte e nessuna
un dettaglio
un lampo
uno schizzo a matita
un arcobaleno nello specchio di una pozzanghera
una fatica piacevole
tu nelle persone che incontro
appena dietro all'ombra degli occhi
tu non sei Anna, Maria, Olga, Roberta, Elena
tu sei semplicemente
solamente
l' Amore.

Postato da: Fullcaos a 11:54 | link |

lunedì, 14 aprile 2008
Oggi, lame

Le parole, a volte, sono come spade, a doppio filo. In grado di recidere i punti di vecchie ferite e gelidamente provocarne delle nuove. Lame che possono servire a potare, dando spazio e luce a nuovi germogli, lame che possono servire per aprire, scartare, esattamente come le parole. Le garze e gli unguenti del silenzio vanno bene ma non sempre possono resistere ai tagli, capita che con confusione, rancore e desiderio di chiarezza certi segni vogliano uscire prepotenti alla luce del sole, mostrando  tutta la loro memoria confusa e archiviata. Delle volte, quando si pensa di aver chiuso una vicenda, un'esperienza, un trancio di vita, legata in un faldone con un nastro e dimenticato in un armadio, ti armi di un tagliacarte e ritorni a controllare, trovandoci sempre una busta ancora chiusa, con briciole di dialogo, discussioni lasciate a meta' per amore del quieto vivere, per il rispetto che ti ha indotto a non dire tutto cio' che pensavi. Le lame dell'esistenza che uso per aprirmi un varco in una giungla trasparente mi aiutano ad chiarire il cammino, ma nel medesimo istante incidono i palmi, nessuno se ne accorge se  tengo i pugni serrati. Ogni giorno, dove credi, usando le parole, di aver fatto un passo avanti in una direzione che confonde deserto e serra rigogliosa, arriva un fendente.  Ti sei abituato, mi sono abituato, a schivarne con salti e scivolate la violenza perche' la direzione e' chiara, ma l'agilita' lentamente viene meno e la lama dell'errore incombe.  Sono riflessioni dopo una giornata di lavoro iniziata alle 15,00 e terminata dopo la mezzanotte. Il viaggio di ritorno nel buio, guidando lento, perche' la zona e' piena di volpi e lepri che non gradiscono la lama di luce dei fari, fumando, ed ascoltando musica, tagliando le canzoni di De Andre'  una dopo l'altra, pensando ai tagli di Fontana, alla ferita che stanno facendo alla collina con la nuova galleria. Un taglio nel cuore della terra. Mi sono detto, anche le parole sono lame, anche una sola parola e' un rasoio, che puo' recidere ma salvare, ma che puo'  interrompere se il taglio e troppo alto precludendo un possibile sviluppo.  E pensavo,  e' cosi' anche  con i rapporti, la famiglia,  le amicizie, gli amori. Pensiamo sempre che il giardiniere arrivi nel momento in cui lo attendiamo, ma a volte passa quando siamo troppo occupati ed abbiamo mille altre priorita'.  Nel cinema si chiama "cut " segnato con una x, il momento della cesoia che cala sulla pellicola, innnestandola su un'altra sequenza. rendendo la storia ancora tesa, interessante passionale.
Anni fa ho fatto un documentario dalla pellicola dei cestini del montaggio, collegando vite e storie di mille film diversi, andato perso, vittima di mille tagli e di nuovi cestini ingordi.
Ma la vita non e' pellicola, non sono fotogrammi provati e riprovati, la vita ha un ciak solo e  il montaggio che si vede e' quello, ci vuole un altro film per dimenticare il precedente. Mi sono perso, e mi accorgo che e' la prima volta che parlo di cinema, la mia lama piu' affilata.Forse perche' ho ritrovato una busta ancora chiusa e con un rasoio arrugginito ho aperto la linguetta. Quella busta in fondo sono io.
Buonanotte a tutti a domani.

Postato da: Fullcaos a 01:54 | link |

martedì, 08 aprile 2008
Oggi, tasche

Svuotare le tasche, lo faccio sempre quando ritorno a casa.
svuotare le tasche, come si rovescia la coscienza, come si scarica un peso dalle spalle. Allineare sul tavolo tutta una serie di cose, di oggetti diversi, ma che insieme fanno un piccolo universo, un mondo di materiali, colori, suoni che pulsano e regolano la vita, con i suoi entusiasmi e le sue frenate. Una serie di oggetti come smorfie, mari, laghi, sorrisi consumati, sguardi sfuocati. Pensieri come orecchini appesi alla mente, scintillanti pezzi di vetro senza valore cesellati da abili mani, idee come portachiavi che tintinnano, parole e speranze dovute, fredde come l'acciaio e morbide come ali. Progetti come sigarette, belle, precise, tubolari, morbide, bionde, regolarissime  prima del fuoco, poi solo grigia e leggera cenere, insignificante e volatile.
Entusiasmo come cerini, austeri quando spenti , pronti a brillare al primo attrito e destinati a consumarsi in fretta. Tutto questo in fondo a delle tasche che non hanno mai visto il sole, tasche in cui si tuffano serpeggiando le mani senza bisogno di occhi, come animali nella loro nera tana.  Tasche come gabbie, come trappole. Tasche come fiumi in secca, sulle cui rive raccogli di tutto, dove provano a volare pezzetti di carta che portano appunti, disegni e mappe di luoghi ancora sconosciuti.

Postato da: Fullcaos a 22:13 | link |

venerdì, 04 aprile 2008
Oggi, pensiero

Quando mi hai detto
sono cinque anni che e' andato lontano,
ho visto due sorgenti di ricordi
ed un sorriso intimo presto svanito.
sono rimasto muto ad aspettare
dell'aria gelida sulla fronte
non ascoltando piu' le voci
che ora volano libere
sulle fiamme delle candele.

Postato da: Fullcaos a 04:13 | link |