1 cortometraggio al giorno
°oOo°°°Paloma°°°oOo°
BlogAzione
davidia - storie di un cuore qualsiasi
di solito ho da far cose più serie costruir su macerie o mantenermi viva
Fuori dal coro a cura di MARCO SAYA
Intarsio di versi
kiut
l'inferno degli angeli
luceperituoiocchi
svelando ogni mia mezza verità
TeaTime
Tobia e l'angelo
Tra le correnti
Tre Cuori e Tre Leoni
visto dall'alto
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Il Tempo, giudice dei nostri pensieri , tribunale dei nostri ideali, setaccio sempre piu' fino dei nostri sogni. Specchio dei nostri giorni, anni, di quello che eravamo, di cio' che siamo, a volte lontano da dove volevamo. Falso movimento all'interno di danze che hanno il potere di rendere i passi silenziosi, insufficienti, in un gioco illusorio di lenti che dilatano a dismisura l'immagine, fino alla sfuocatura dei pensieri e del cuore. Tempo usato spendendo in stanchezza i giorni uno ad uno, con emozioni a scadenza quotidiana, cercando di evitare i saldi, i resoconti. Tempo strano, decollato a velocita' spaventosa, inzuppato di impegni, di altri, di esigenze, di altri, di bisogni, di altri, di dimostrazioni, di altri, di spazi intasati, di altri, arrivando alla coincidenza che il mio tempo era il tempo di altri. La stanchezza era vento, di quelli forti, tesi, in grado di staccare dai rami anche le foglie piu' robuste e verdi. La delusione era tempo, la gioia era tempo, e' tempo l'attesa, la comprensione. Tempo interpretato da mille maestri ciechi di vita, quasi sempre incompleto, quasi mai perfetto, dalle mille facce, ragioni, sicurezze che sembravano inviolabili, amori imperfetti. La felicita' era tempo, cosi' fragile e sfuggente come lo puo' essere un aquilone liberatosi dal filo e scomparso in un cielo troppo grande. Il tentativo di chiudere con il tempo, chiudere i cancelli dei giardini segreti, i portoni delle promesse facili, chiudere con il tempo di tutti, delle cose, dei batticuori, dei baci, delle storie finite e rianimate, con il tempo delle soluzioni riciclate, con il tempo delle soluzioni degli altri per le quali ci sara' sempre un intervallo. Ora e' un tempo diverso, vuoto per certi aspetti, ma vivo, chiaro, non mi preoccupo se non capito. Un tempo nudo, dove mi muovo, intuisco le curve del labirinto, dove raccolgo perle sparse, le lucido facendole tornare alla loro preziosa ed unica bellezza. Non le lascio ora rotolare nelle tasche, nei cassetti, nelle scatole dei solai, le unisco con un filo robusto a formare una collana luminosa e questa collana mi piace, mi illumina gli occhi, mi riempie il cuore e con il filo e la luce di questa collana trovo, angolo dopo angolo, l'uscita del labirinto e il tempo riacquista il suo saggio parlare.
Buona giornata
Brucio,
brucio me stesso e consumo la vita,
brucio i progetti, le idee, i sentimenti,
brucio i pensieri, gli amori
brucio i ricordi che diventano sempre piu' neri.
Brucio le storie con un carnevale di scintille,
brucio il potere che serve solo a mascherare
brucio i miti che sono carcasse vuote.
Brucio gli uomini, brucio le donne
brucio le chiese miscelando poi le ceneri.
Brucio i solitari, i tarocchi e gli oroscopi
per bruciare un futuro che e' gia' fumo.
Brucio il passato
che e' zavorra di braci,
brucio gli affetti che sono anidride carbonica pura.
Brucio i boschi perche' la gente non li merita,
brucio gli amici perche tanto...
brucio le parole che sono gia' nuvole e nebbia.
Brucio le lettere, le canzoni
che sono tracce di carbone.
Brucio le case che sono nidi di insetti
brucio le citta' e i paesi
per non avere piu' indirizzi,
brucio le nazioni lasciando solo i confini.
Brucio i poeti e gli scrittori che sono solo dei malintesi
brucio i pittori che dipingono contraddizioni
brucio i film ed i cinema
perche' conservano i sogni.
Brucio radio, televisioni,
squadre, attori e calciatori
elenchi telefonici e computer
manuali e vocabolari
calcoli e centrali nucleari
fast food ed allevamenti
medicinali e ambulatori
tribunali e codici
satelliti ed informazioni
casino' e bordelli.
Brucio
perche' ci sia concime adatto per nuovi campi da coltivare,
brucio l'ultima sigaretta
conservandone gelosamente il mozzicone
da dove tutto e' cominciato.
Brucio per alimentare il fuoco
affinche' il rogo possa ardere
e fare spazio,
spazio puro
a quello che verra'.
I fantasmi li scopri all'improvviso, nei riflessi di una vetrina, trasparenti alle tue spalle, nascosti sotto una tazzina nel momento in cui stai pensando ad altro, tra le pagine di un libro, sbucano fuori come una vecchia cartolina con gli angoli dentellati, vecchi petali di rosa pressati dal peso di pagine non piu' lette.
Hanno i loro colori, odori, una musica tutta personale, una canzone che scorre a volte silenziosa a volte alta ed assordante. Sbucano fuori, mentre guardi attraverso un cancello sbarrato e chiuso con catene, un giardino infestato da erbaccie dove avevi sepolto ogni tuo progetto, dove uscendo ti eri chiuso come un riccio di castagna che da verde e diventato lentamente marrone e duro.
Molti di essi, di questi fantasmi gentili, sono amichevoli, sorridono e tu sorridi a loro, e ti lasciano vagare con la memoria a ricordare incroci passati dove invece di prendere il sentiero sinistro hai imboccato il destro, sarebbe stato meglio sedersi sulla panchina dell'incrocio ed attendere un lampo segnaletico.
Sono fantasmi begnini, e ti scorrono sulla pelle come una coccinella sul dorso della mano e tu muovendoti lentamente raggiungi il balcone e cerchi di trasferirla sulla foglia che da quando e nata sta cercando. Sono compagni graditi, fanno parte di quella folla anonima che attraversa di corsa il campo dei tuoi occhi. Altri, altri fantasmi, li vorresti evitare, sgaiattolando tra i vicoli per non incontrarli, ma loro, non si sa come, trovano sempre la via piu' breve all'appuntamento e ti attendono al passaggio, attendono nel cono d'ombra di una piazza assolata, non parlano, si fanno solo vedere e basta, hanno una presenza ingombrante, hanno saldi aperti e tu fermo, con le spalle appoggiate ad un muro scaldato dal sole ti domandi quando e' accaduto che gli hai concesso queste lettere di credito poi dimenticate.
La vita e' una cosa meravigliosa se non fosse spesso una controfigura, e poi perche' parlo sempre con il tu, sarebbe ora che dicessi io.
Buona giornata