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Utente: Fullcaos
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lunedì, 30 giugno 2008
Oggi, figlia...

Avrei voluto avere una figlia...
avrei voluto avere un mondo grande da osservare, accompagnare, ascoltare dove poter misurare la mia capacita' d'amare, dal quale soprattutto imparare.
Avevo il nome gia' dal primo momento, non lo rivelo per un delicato pudore di un pensiero grande.
Avrei voluto aspettarmi domande semplici, dirette, pure, inattese e ritrovarmi mai pronto con le risposte.
Avrei voluto avere una figlia per capire che il mondo e il tempo non sono entita' astratte che si misurano in anni e compleanni ma in secondi di ogni minuto e quello che tralasciando si perde, sara' incolmabile e non recuperabile.
Avrei voluto...distratto da mille richiami, da emozioni superficiali e passeggere, da corse forsennate, da dubbi, da " non e' ancora il momento", ma forse non e' mai il momento quando ci si perde in troppe domande, quando non ci si dimentica e non ci si scosta dal centro del mondo.
Avrei voluto una figlia metro e misura del tempo, dei gesti, scolpiti nell'anima, metro e misura dell'infinito, dell'eterno, della semplicita' necessaria, del chiamare le cose con il loro nome, senza tanti " ma " senza troppi " perche' ", solo esserci, insufficiente magari, incapace, stanco, ma esserci, pronto a sorridere ad un sorriso, pronto a raccogliere con la mano una forza tranquilla che mi avrebbe messo in crisi con amore ogni santo giorno.
Avrei voluto una figlia per vederla crescere e provare a riconoscere, in tutta liberta', un granello di polvere di me nei suoi occhi e nei suoi pensieri, sicuro che sarebbe sempre stata in grado di decidere, fare come io non ho fatto, e vederla volare, partire, cambiare, amare incidendo la vita. Ed io ci sarei stato.
Avrei voluto avere una figlia...
e' accaduto nel tempo e forse lo vorrei ancora.

Postato da: Fullcaos a 11:50 | link |

martedì, 24 giugno 2008
Oggi, il Ponte

- Stai dormendo?
- No
- Ti va di parlarci un po' ?
- Ti ascolto
- Parlarci di quello che eravamo, che siamo stati, e di quello che siamo ora...
- Hai cosi' buona memoria? Le cose cambiano e con loro cambiano i ricordi e quello che siamo ora e' solo un'ombra
- E' vero, pero' se si comprende e ci si stacca, quest'ombra prende nuova consistenza
- Si' certo in un altro mondo fatto anche quello di " quello che eravamo, quello che e' stato.." ecc. ecc.
- No, non funziona cosi'. Un'ombra, se e' una vera ombra racchiude sempre e comunque tutti i colori di quello che si era e si e'. Le ombre piene, blu, di Van Gogh nascondono la luce morbida delle stelle e dei girasoli.
- A parole, cosi', sembra semplice, ma quando vedi la luce capisci che non c'e' piu' posto per le ombre.
- La luce esiste perche' esistono le ombre, non ci sarebbe chiarore, senza il taglio dell'ombra...
  vuoi dormire?
- No
- Allora continuiamo ancora un po'... sai una cosa?
- Dimmi
- Anche la parola secondo me ha una luce ed un'ombra, senza queste non sarebbe vera
- La parola dovrebbe essere cristallina, pura, altrimenti si adeguerebbe alle orecchie, dovrebbe essere un "ponte di corde", traballante quanto vuoi ma verso la salvezza...
- La salvezza?
- Certo la salvezza... quel pensiero costante, quello sguardo discreto, il gesto amorevole, attento al tutto, alla luce ed alle ombre.
- Ma tu chiedi troppo alla parola...
- Non lo so, forse non e' veramente cosi'... la parola  e' un mezzo limitato, un ponte di corde appunto, insufficiente spesso per raccontare tutto, inadeguato a trasmettere ogni cosa... il silenzio forse  piu' consono al sentire, al provare, ma e' necessario esserci, perche' il silenzio va "visto", percepito, non descritto
- Il silenzio... e l'esserci...
- Gia' come siamo noi, qui, a quest' ora, parlandoci in silenzio...
- E' questo il punto, se descrivi il silenzio devi usare parole e crei ombre... pero' hai bisogno di parole per lanciare le prime funi del ponte di corde fino all'altra sponda del mare.
- E' un ponte lungo...
- Lunghissimo, e sara' resistente nel suo silenzio,  oscillera' sotto i colpi del vento, ma resistera' solido, forte, sicuro, presente, con fiaccole all'inizio...visibile...
- Devi essere un bravo architetto per usare le parole come funi
- No, sono un piccolo artigiano che ha imparato giorno dopo giorno cadendo tante volte arrotolando ogni volta funi sempre piu' vere, piu' resistenti e questa sara' la mia opera piu' bella.
- Hai convinzione, fiducia...
- Lo sento.
- Hai sonno ?
- Un po'.
- Allora dormiamo se vuoi...
- No, hanno riacceso le luci e gli uccelli stanno cantando.
- Vuoi un caffe'...?
- No, aspetto qualcuno... controllo le corde. Vedi c'e' la luna ed ha ombre tutte sue... hai ragione sono piene di colori...
- Io ho sempre ragione...

Postato da: Fullcaos a 04:23 | link |

domenica, 22 giugno 2008
Oggi,Domenica



Sun
come up it was blue and gold
ever since I put your picture in a frame

(Grazie, Tom Waits)

Postato da: Fullcaos a 11:43 | link |

domenica, 15 giugno 2008
Oggi, ...Quando

Quando tutto intorno sembra confuso,
quando la stanchezza secolare ti arpiona
e come zavorra ti trascina
in abissi tracciati e soffocanti
da farti sembrare ogni piu' piccolo rallentamento
un simulacro di pace
nel quale abbandonare
per un istante di riposo la tua anima,
osservata, studiata...
bisogna provare ad alzare lo sguardo
ed accorgersi degli spazi del cielo
e anche se la luna
ha la tenue luce di una candela,
decifrare la partitura
che con inchiostro trasparente
sta scritta nelle liquide profondita'

Quando tutto intorno sembra vuoto,
quando i fili spinati dei confini ti feriscono
e come unghie di graffiano
in una danza crudele, stancante
da farti sembrare ogni piccola attenzione
un simulacro di ripensamento
nel quale provare
a lenire i tagli del tuo cuore,
scrutato, spiato...
bisogna provare ad alzare lo sguardo
ed accorgersi del respiro del cielo
ed anche se la luna
ha solo cambiato posizione,
assecondare il richiamo
appena sussurrato
di una profondita' dischiusa

Quando tutto intorno sembra fermo,
quando il silenzio urlato ti assorda
e come un rombo di tuono ti immobilizza
in domande senza risposte
da farti sembrare ogni piu' piccolo suono
un simulacro di canzone
nel quale ascoltare
per un istante la tua vita
attesa, sezionata...
bisogna alzare lo sguardo
e accorgersi che esiste una verita' diversa
per la pace e i ripensamenti,
per le attenzioni, i pensieri,
le canzoni ed i sorrisi
anche se la luna, rispettosa,
mantiene la tenue luce di una candela.

Postato da: Fullcaos a 13:54 | link |

venerdì, 13 giugno 2008
Oggi, ieri, non previsto

Una giornata strana, una giornata particolare. Ore, minuti, secondi che scorrono come sabbia tra le dita serrate, affondi le mani nella piramide che si e' formata nel tentativo di recuperare le pagliuzze dorate, compattate da lacrime che scendono libere, dopo essere vissute bloccate, chiuse nei pensieri per anni,  incomprese. 
Venti, pietre, sogni,  detriti... parole, pagine... non so.
Scegliere di esserci, di lottare in silenzio, di non abbandonare la fedelta' a cio' che si prova, a cio' in cui si crede, si sogna, sapendo benissimo che sara' una strada senza ritorno, senza scorciatoie.
Una giornata strana, una giornata particolare, una notte, accompagnata per mano con forti sensazioni, ventosi pensieri verso la sua conclusione in un silenzio pieno, affollato, vuoto, mancante.
Misurero' sulla mia pelle, sulla mia anima le mie promesse, e' l'unica cosa da fare, l'unica cosa giusta e possibile da mantenere.

(Nessun commento, vi ringrazio)

Postato da: Fullcaos a 08:01 | link |

lunedì, 09 giugno 2008
Oggi, la"luccicanza"

Rubo una definizione da un film, per cercare di descrivere una sensazione, un moto, un soffio di vento, uno scatto dello spirito. La sensazione forte, che scorre verticale, raggiungendo il nido intrecciato dell'anima.

Il comprendere, capire, attraversando la trasparente barriera degli occhi, i filtri dei gesti, gli spazi, i pensieri ancorati a granitici luoghi comuni, a certezze manipolabili, trasformiste. Avvertire, comprendere, senza la necessita' di usare parole, anzi, meno si usano e piu' e' puro il sentire. Basta il suono di un respiro, il tocco timido sfiorato, un'immagine, a volte e soprattutto le pause, gli intervalli tra un respiro e l'altro. Silenzi che hanno il potere di cementare significati, di cristallizzare un'emozione e farla definitivamente tua, declinandola in sensi intensi, quotidiani, indescrivibili, perfetti nella loro unicita'. Le parole spesso hanno il compito di trovare giustificazioni a noi stessi, di spostare l'asse dei significati nel tempo, sperando che prima o poi accada qualcosa che rischiari il paesaggio con un lampo di luce. Accadono questi lampi, accadono veramente. Basta essere pronti ed originali ad accoglierli ed osservarli con gli occhi blu, quelli interiori, e tutto inevitabilmente cambia. I contorni si modificano, le linee si curvano, si raccolgono in spire per poi snodarsi libere disegnando paesaggi e profili dell'anima diversi, nuovi, imprevisti. Quando poi si torna al paesaggio precedente, conosciuto, familiare, protettivo, si ha forse una sensazione di incompletezza, di insufficienza, di sottile instabilita'. Ci si attrezza, si riesce anche a raggiungere equilibri legittimi, giusti, vitali, indispensabili. Ma quando hai conosciuto gli spazi del mare, il lago non basta piu' e non serve mantenere lo sguardo fisso sull'acqua evitando di sollevarlo verso le sponde incombenti che lo contengono, lo stringono, lo arginano, lo controllano nelle sue finte maree. Capire senza vedere, capire senza parole, capire solo con il "sentire", vero, completo, totale e a volte non potere, non riuscire, pur volendolo, a trasformare.

Ma una volta che questo sentire ti ha invaso, non si cambia, rimanendo fedeli ad una semplice promessa personale, pura, che senza ostacoli colora il paesaggio intimo, quello in cui, comunque sia, ti senti a casa senza aver bisogno d'altro, pronto ad accettare sempre e comunque quello che accadra'.

Buona giornata.

Postato da: Fullcaos a 06:24 | link |